Archive for October, 2008

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Storie quotidiane digitali. Ecco l’esercito delle micro web tv.

October 30, 2008

In Italia ci sono insospettabili cittadini che – smessi i panni di professionisti, studenti o pensionati – indossano quelli di appassionati videomaker e accendono canali web-visivi. Completamente da soli o con l’aiuto di amici e vicini. O facendo tutto in casa. Da autodidatti. Spesso con pochi spiccioli per comprare strumentazioni tecnologiche rigorosamente digitali ma a basso costo.
Le abbiamo raccontate per due anni su Nòva nella rubrica “Storie di ordinaria programmazione”. Domani e dopodomani si riuniranno all’Università Iulm di Milano. Saranno una quarantina, provenienti da ogni angolo d’Italia. In collaborazione con Altratv.tv, Yks, Odeon e Movi&Co, nasce un confronto anche con esperti della tv, quella blasonata, che inizia a strizzare l’occhio a queste forme pionieristiche di neo-televisione.
Anche perché ormai il trend è chiaro. Oltre che poeti, santi e navigatori, gli italiani diventano un popolo di micro editori televisivi. «Siamo in una situazione in cui gruppi privati possono disporre di grande sapere e di poteri tecnologici prima riservati agli Stati», così ha sostenuto Peter Singer, a capo del Brooking Institute. Il futuro dell’e-democracy è gia’ realtà. E procede (anche in Italia) di pari passo alla crisi della televisione generalista, che perde costantemente ascolti e appealing.
Tanti si improvvisano giornalisti e realizzano – per gioco e per passione – canali video. Con la redazione in un angolo del soggiorno, questi cittadini riescono a raccontare la città, il quartiere o il proprio condominio. Piccoli miracoli digitali. Perché è proprio grazie alle nuove tecnologie che si possono creare queste tv.
«I futurologi di qualche decennio fa lo avevano detto. Le innovazioni avrebbero sempre più rivoluzionato il tempo e lo spazio della nostra vita quotidiana. L’abitare sarebbe stato sempre più immerso in sistemi di comunicazione reticolare, multimediale, interattiva, decentrata», afferma Alberto Abruzzese, ordinario di Sociologia della Comunicazione alla IULM.
E così dai racconti sul web emerge come questi cittadini riescano ad Imbracciare la telecamera e raccontare il territorio. Anche a coloro che sono molto lontano. Perché se l’obiettivo della cinepresa è focalizzato nelle vicinanze, il potenziale pubblico è distante. Infatti queste web tv parlano sì a comunità specifiche, ma creandosi una finestra sul mondo. Accade con Messina web tv, creata da un gruppo di cittadini nel messinese, vista soprattutto Oltreoceano dagli espatriati siciliani. Lo stesso accade con la web tv di Pordenone, chiamata Pnbox.
«Queste iniziative, che dal basso grazie al web partecipano a fare informazione, sono allo stesso tempo custodi e portavoce di valori sociali e civili che non possiamo rischiare di perdere», precisa Bruno Pellegrini, Amministratore Delegato di Yks. Il fenomeno, a voler scovare una possibile genesi, nasce Oltreoceano. “Life is on the street”, recita il pay off di un format americano, “My street and I”. Mostra ciò che avviene in una strada particolare con un unico punto di ripresa E’ il trionfo della tv-quasi-webcam, apoteosi del controllo digitale metropolitano.
La mappa dei “tele-giornalisti per caso” è più fitta in particolari contesti geografici. E non sono necessariamente quelli dove le nuove tecnologie risultano diffuse. Può sembrare un paradosso, ma queste tv vengono accese proprio là dove si soffre la piaga del cosiddetto digital divide, problematica che coinvolge sei milioni di italiani dislocati in aree decentrate.
La mappa vede una fitta presenza in Emilia Romagna e in Puglia. A Reggio Emilia un gruppo di giovani ha messo in piedi Telecitofono, un videobox collocato in pieno centro storico. I cittadini possono lasciare video-messaggi. Così la web tv funge da megafono dei problemi della collettività, raccoglie testimonianze, denunce, lamentele da portare poi all’attenzione dei politici. Non solo web. La creatività corre anche sul filo della rete interna condominiale. Accade a Bologna, quartiere Pilastro. E’ qui che un gruppo di affiatati vicini di casa irradia ormai da sei anni Tele Torre 19.
Ha fatto scuola Teleosservanza, web tv della parrocchia dell’Osservanza. E’ nata con un attrezzatura minima: un’ antenna di trasmissione con potenza inferiore al watt (meno di un walkie talkie), un modulatore di frequenza, un dvd e una normale telecamera. Processore e scheda madre recuperato su E-bay, monitor donato da un pensionato del quartiere. Esperienza esclusivamente volontaria. Ci vuole buona volontà per portare avanti questi canali televisivi.
A Senigallia un’associazione di diversamente abili scende in strada – anche con carrozzelle al seguito – per denunciare le barriere architettoniche della città. Obiettivo del Disco Volante è promuovere la cultura dell’handicap, trasformandola da deficit a risorsa. Scendendo per lo stivale digitale ci si può imbattere in TeleJato, una web tv che denuncia la mafia e la distilleria locale accusata dal team della tv di inquinamento selvaggio.
E poi si segnalano le web tv delle aree montane, come la piemontese Orso o Alta Badia o ancora Tesino.
Le web tv dei cittadini sono piatte, orizzontali, veloci. E la configurazione del networking rovescia il paradigma verticale. Non hanno logiche di business alle spalle. Si auto-alimentano dell’identità del gruppo, sempre più numeroso. Un gruppo che abbandona il telecomando e si tuffa in rete. Con un occhio al proprio territorio e l’altro incollato al pc.

Da Sole24Ore-Nòva del 9 ottobre 2008.

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Scatti dal meeting!

October 26, 2008

Amici videomaker

Ecco alcuni degli scatti fotografici della due giorni milanese alla Iulm.

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Ecco tutti i post-tv, i post-it delle micro web tv!

October 26, 2008

Al meeting sono nati i post-tv, i post-it sul futuro della tv, che passa anche (e soprattutto) per queste micro-esperienze televisive.

Infatti durante la due giorni milanese abbiamo distribuito al pubblico, alle micro web tv protagoniste e agli addetti ai lavori presenti in sala post-tv sui quali indicare pensieri, domande, riflessioni. Tutte idee in movimento messe nero su bianco per dare voce alla pancia delle web tv. Abbiamo poi letto alcuni dei post-tv, utili per gli spunti delle giornate. In brevi messaggi ecco la memoria storica del meeting. Ecco cosa hanno pensato e scritto le web tv e i partecipanti.

E tu? Lascia un tuo post-tv!

 

 

I post-tv di sabato 11 ottobre.

 

Come fare a distribuire i contenuti sul cellulare?

Evitiamo luoghi comuni e banalità, sfruttiamo questa libertà in un momento di repressione.

Pensate a come sono nate le prime radio. C6.

L’attenzione ai linguaggi viene meno perché forse spesso l’attenzione è più rivolta alla coesione di un gruppo esistente (alla comunicazione interna) piuttosto che al coinvolgimento di utenti esterni.

Le esperienze di web tv nascono da esigenze di identità comunitarie, territoriali, di condivisione di realtà. Rispondono ad un bisogno di narrazione. All’inizio il linguaggio di cui si servono è modellato su quello tradizionale della tv generalista. Contemporaneamente il mezzo utilizzato offre nuove possibilità che non sono adeguatamente sfruttate. Lentamente si fissano nuovi codici, nuovi parametri estetici, che solo molto più tardi diventano stili. E influenzano e contribuiscono a modificare i linguaggi tradizionali.

La ricchezza di queste esperienze è ricchezza sociale spendibile nella ricostruzione dei tessuti territoriali. Non si può trasformare in ricchezza economica, che è di segno opposto.

Potrebbe essere utile che la community web tv si orienti all’open source. Oltre alla creazione di linguaggi comuni, serve un vero network di collaborazione per lo sviluppo e la condivisione di tecnologie sempre più aggiornate. Bruno Pellegrini.

Codec tv sfrutta link interni ed esterni per associare schede su autori dei filmati, eventi, agenda, rassegne dei portali del network.

La vera questione sono le RISORSE UMANE e la capacità di radicarsi sul territorio. Dialoghi o soliloqui? Si rischia molto di chiudersi in se stessi.

Nel consumo avviene il mutamento. Trattasi di web tv che aggiungono relazioni al consumo televisivo tradizionale (spesso mi sembrano immagini del territorio più che relazioni territoriali).

La web tv ha a che vedere con consumi fortemente vocazionali. C’è qualche web tv che produce vocazioni? Trasforma vocazioni?

Monti tv è anche una produzione esterna di Roma Uno che non ci paga… ma non ci fa pagare!

Non cerchiamo giustificazione del perché NON riusciamo! Spendiamo il tempo per cercare il valore delle nostre potenzialità!! Creiamoci un’identità!!

La Taranta ritrattata, rimodernizzata, mondanizzata è un suggerimento innovativo che l’intrattenimento musicale post-folcloristico può dare al linguaggio delle web tv? Alberto Abruzzese

Monti tv è una testata giornalistica dal 2005, ma non fatturiamo.

Evitare l’attrazione totale (e mortale) con la tv “classica”!

La messa è un evento (avvento), la web tv riprende un evento o vuole produrlo nell’ascolto delle persone?

Sfida: leggere e interpretare le peculiarità del linguaggio di Internet e web tv per staccarsi dal modello classico televisivo superandone i limiti. Riccardo Pasini.

Micro-tv come espressione di qualsiasi micro-cultura, micro.esperienza. Il leviatano televisivo ha dato un occhio a ciascuna delle teste che compongono il suo immane ventre. Alberto Abruzzese.

Il panorama delle web tv italiane è come l’Italia dei comuni del 1300. Diversificazione, ricchezza di contenuti, spunti e vette artistiche. Speriamo non arrivino i Borboni o i Francesi :)

fare tv è lo strumento di sviluppo di capacità critiche capaci di neutralizzare le frequenze morfiniche della tv generalista.

Giovanni Paolo tv è un’emittente supportata da ADSL, Associazione Diffusione Locale che funge da soggetto giuridico della tv.

Come fate con diritti musiche? Possibile un tavolo di trattativa comune con SIAE?

Video on demand? Qualcuno fa dirette? Può essere conveniente inserirle? Come fare? Fuori tv.

Per promuovere la vostra web tv fate scambi merce, pubblicate banner, news, video curriculum. In cambio pubblicazione pagina pubblicitaria.

Dividere le categorie di web tv.

Non sono d’accordo con teoria professore. La tv generalista Rai degli anni ’50 e ’60 è servita ad aggregare culturalmente una nazione. No però a recuperare territorio marginale ma Roma centrico, fatto dalle grandi città.

Il linguaggio non è necessariamente lo stesso tra tv generalista e web tv. Anzi, è la tv che oggi “prende in prestito” dal web.

Piccole narrazioni che diventano grandi narrazioni. Giampaolo Colletti

Promozione del territorio

CONTENUTI. Che male c’è se si prende, si copia, si ruba il linguaggio mainstream e si riempie la propria web tv di contenuti? + blog + community + interattività = potenziale delle web tv!

Il pubblico sa essere onnivoro? Ha i mezzi culturali ed economici per scegliere contenuti differenziati nel grande rumore di fondo generato da Internet?

Crossing tv Bologna. Costo annuale 300 euro e ricicliamo le cassette!!

Domanda: bisogna per forza essere strettamente territoriali per avere accessi?

Mantova tv costa 75 euro all’anno per lo spazio web, 50 euro all’anno per il dominio. Poi unici costi sono la benzina per spostarsi in provincia e le videocassette digitali riusate decine di volte. Telecamera e pc gia’ a disposizione, non c’è piattaforma dedicata e il progetto di partenza è costato 120 euro.

COMMUNITY IS POWER. Il valore della relazione, della condivisione, dello scambio sono i veri punti di forza distintivi di queste esperienze locali. Il coinvolgimento del territorio nella produzione e nei progetti è perciò un fattore critico per lo sviluppo e il successo.

FORTE LEGAME COL TERRITORIO. Ma quanto gli abitanti si affidano alle web tv per l’informazione?

Video di nicchia.

Le web tv quanto utilizzano le pratiche di web marketing per ottenere visibilità?

Grazie e complimenti a chi ci ha riuniti tutti insieme per la prima volta sotto lo stesso tetto. Un piccolo inizio per qualcosa che sarà grande. L’unione permetterà ilo “sorpasso”

Articolo 21 della Costituzione. Enpals. Diritti di sincronizzazione e primo abbinamento. Partita IVA. Ritenute d’acconto. Liberatorie. Registrazione al tribunale.

C’è tanta PASSIONE in questi progetti. Un augurio per tutti noi – pionieri delle web tv – affinché prima o poi possiamo trovare la giusta soddisfazione per l’impegno. Mantova tv.

Perché non mettere sulla nostre web tv tutti i link delle web tv intervenute all’incontro?

Perché le televisioni web non riescono a creare una struttura agile che le assista per Siae e Creative commons per la musica? Wikipedia.

TV e web accomunate dal concetto di aggregazione. Aggregazione di massa (quasi fisica) = tv (i bar ai tempi di Lascia e Raddoppia). Web aggregazione di comunità di appartenenza territoriale. Riccardo Pasini.

Qualità del video. Perchè non provare a girare, montare, produrre meglio della tv normale?

Qualcuno ha pensato di produrre webspot per le aziende locali?

Problema di cultura e competenza. Piattaforme spesso inadeguate.

Richiesta agli esperti e operatori della tv generalista. Non pretendete di dire a chi sperimenta, ricerca, rischia, migliora sbagliando come e cosa deve fare. Non pretendete di dire cosa sono la fantasia e la creatività. Liberi da ogni guida.

Una web tv in tutti i municipi di Roma? Al comune non interessa. Monti tv.

70 accessi al giorno, punte di 400, spesa sui 400 euro, incassi zero, anzi rimessa.

Web tv, 300mila accessi al giorno. Web audio, 15-55mila accessi al giorno. Spesa, 29mila (produzione e post produzione), guadagno 41mila. Trackandfieldchannel.tv

 

 

 

I post-tv di venerdì 10 ottobre.

Cosa mi ha più colpito di “Paese che vai”: basta con “due coperture e poi a casa”, le martellate negate alle iene, il vetturino che cura più il cavallo della moglie perché il cavallo fa guadagnare e la moglie fa spendere.

Condividiamo i video, ampliamo i confini dei nostri palinsesti e format con i contributi delle altre web tv. E’ facile, può accrescere i contatti e la visibilità di tutti noi. Salento Web tv.

Web tv chi finanzia?

Copyright?

Monti tv accessi 25-30 con picchi di 150 al giorno. Spese 1000-1500 all’anno. Guadagni? Quali?

E la web diretta? Pn Pox

Mettiamoci in Rete.

Soldi?

Siti internet con video e web tv. C’è differenza o no?

Che veste giuridica avete? Come incassate gli introiti pubblicitari?

E’ possibile uniformare le liberatorie?

Ti do un po’ di banda e andiamo insieme in diretta.

Occorrono più articoli e servizi di testate nazionali sulle nostre esperienze. Teleosservanza.

Accessi medi al mese: 616.782. Pn Box.

150Mila utenti unici. Archiworld tv.

La tv sul web deve trovare una propria estetica. Fuori tv.

Usiamo tutti la musica Creative Commons!!!

Web tv locali e promozione del territorio. Web tv per far ritrovare i cittadini in web. Ma quanto è utile la web tv per far conoscere il territorio?

Aquila tv. Accessi in media: 2.500 al giorno. Totale spese in due anni di vita: 2mila euro. Ricavi: 10mila euro sempre in due anni.

Gametribes tv: 154mila utenti unici al giorno. Investimento: 65-70mila euro all’anno.

Ma come si fa? P2p o Unicast?

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Apre il nostro blog!

October 26, 2008

Dal meeting “reale” alla università Iulm a quello virtuale, in Rete. Da oggi esordisce il blog di Paese che vai.

Buona navigazione a tutti i sognatori della Rete

Giampaolo

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