Archive for the ‘meeting 2008’ Category

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Vincono le web tv di denuncia e si afferma il sud

December 5, 2008

Premiazione Codec TV con Silvia Tortora 

Si è appena conclusa alla Università IULM di Milano la rassegna “Paese che vai”, dedicata alle micro web tv dei cittadini. L’esercito dei cittadini-editori televisivi mossi da pura passione si è confrontato con gli altri canali e con la giuria presieduta da Silvia Tortora. La premiazione ieri in Triennale ha permesso alla bolognese Codec TV di salire sul podio. Nella terna finalista al secondo la siciliana Telejato. A seguire la napoletana Insu^TV. Dai lavori della rassegna – ideata e diretta da Giampaolo Colletti e supportata da Sole24Ore-Nòva, Altratv.tv, Yks, Odeon e Movi&Co – è emersa una fotografia complessa del fenomeno. La mappa parla di un posizionamento geografico stratificato. Infatti i canali generati dai cittadini digitali attecchiscono soprattutto nei luoghi dove non v’è accesso di banda larga. E il digital divide viene scavalcato dalla pura creatività. Il 78% di questi canali si trova in contesti non metropolitani, in quelle province con poche centinaia di migliaia di abitanti o nei piccoli paesi.

Queste web tv si sono moltiplicate nell’ultima fase, quella più matura del web 2.0. Complice l’abbattimento dei costi per le strumentazioni digitali: produzione, post produzione e relativa distribuzione. I temi che veicolano sono vari. Trionfano le videodenunce dei cittadini. A seguire gli eventi del territorio, i mestieri del passato e i volti della gente comune. C’è poi tanta politica territoriale, in molti casi con la trasmissione del consiglio comunale.

 «C’è un piccolo filo che lega questi contenuti e la voglia di fare televisione da parte di queste micro web tv. E personalmente in questi esperimenti ci ritrovo tanta generalista», ci dice Silvia Tortora. E precisa, «Mi piacerebbe vedere le grandi tv aprirsi anche al contributo delle persone in un dialogo paritetico e seriale».

La giornata ha visto anche il lancio della seconda edizione di “Paese che vai”, fissata per maggio 2009. Maggiori informazioni su www.paesechevai.tv

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Silvia Tortora ci scrive sulle nuove web tivù, il futuro che affonda in radici lontane.

November 2, 2008

Ecco il saluto della presidente di giuria Silvia Tortora a tutte le web tv partecipanti a “Paese che vai”.

Lo confesso. Sono nata e cresciuta con la televisione. Nutrita di televisione.
E non solo per ragioni anagrafiche, ma familiari. Mio padre, Enzo Tortora, l’uomo che ha inventato la Domenica Sportiva, ma anche il programma culto della tivù generalista per eccellenza, Portobello, l’ho conosciuto e amato attraverso il tubo catodico.
Quindi il mio legame con la tivù è un cordone ombelicale che non ho mai voluto tagliare. Per me i personaggi del piccolo schermo hanno sempre rappresentato una specie di famiglia allargata nella quale Pippo è Pippo, Raffaella è la Carrà e Arbore è semplicemente Renzo
Amo talmente tanto la televisione al punto di averla poi voluta fare fare. E in questo ho avuto una grande fortuna: lavorare con Giovanni Minoli, l’innovatore dei linguaggi tivù, l’inventore di Mixer, il mio primo programma, e direttore de La storia siamo noi, la mia attuale esperienza televisiva, trasmissione di qualità come se ne vedono raramente in televisione.
Dichiarato il mio amore per la vecchia tivù, che alcuni vogliono archiviata e sorpassata dai nuovi mezzi, confesso una nuova passione. La sperimentazione delle micro-tv, che vanno su Internet oggetto del concorso “Paese che vai”, del quale sono singolarmente presidente di giuria.
Quando sono stata invitata a far parte dell’esperienza di giudicare i filmati in gara ho accettato con grande  entusiasmo. Perché da qualche tempo con i miei amici e colleghi stavamo ragionando sulla possibilità di fare televisione usando le web tivù e chi ci sta dietro, cittadini comuni capaci di comunicare senza mediazioni.
Le web-tivù che sto imparando a conoscere raccontano storie diverse ma tutte importanti, cementate dalla voglia di raccontare l’Italia. Si va dalla tv di condominio, alla tivù di denuncia sociale importante, dalla voglia di documentare e  appassionare, appassionarsi.
Una televisione nuova, snella, veloce, senza barriere, facile, senza censure, senza passaggi inutili e farraginosi, una tivù fruibile e democratica.
Tutti possono parlare, girare, montare e mettere online contenuti difficilmente reperibili nei palinsesti classici della tivù generalista. Eppure questa incredibile iniezione di nuova democrazia televisiva non taglia i ponti con il passato, anzi li rafforza. In molte esperienze web i programmi si rifanno ai vecchi format televisivi e li rielaborano, con un senso di continuità tra vecchio e nuovo che non limita, ma arricchisce.
In un Paese che spesso perde la memoria del passato l’uso della nuova tecnologia al servizio della televisione e della comunicazione è un legame forte, che anziché andare avanti cancellando il passato lo rielabora in forme nuove e attuali senza scordare chi siamo e da dove veniamo. Per questo sono felice di aver incontrato “Paese che vai”. La prima esperienza di una nuova forma di partecipazione democratica alla comunicazione di tutti e davvero per tutti. Nessuno escluso. E in bocca al lupo al vincitore.
Silvia Tortora
presidente di giuria “Paese che vai”

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Scatti dal meeting!

October 26, 2008

Amici videomaker

Ecco alcuni degli scatti fotografici della due giorni milanese alla Iulm.

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Ecco tutti i post-tv, i post-it delle micro web tv!

October 26, 2008

Al meeting sono nati i post-tv, i post-it sul futuro della tv, che passa anche (e soprattutto) per queste micro-esperienze televisive.

Infatti durante la due giorni milanese abbiamo distribuito al pubblico, alle micro web tv protagoniste e agli addetti ai lavori presenti in sala post-tv sui quali indicare pensieri, domande, riflessioni. Tutte idee in movimento messe nero su bianco per dare voce alla pancia delle web tv. Abbiamo poi letto alcuni dei post-tv, utili per gli spunti delle giornate. In brevi messaggi ecco la memoria storica del meeting. Ecco cosa hanno pensato e scritto le web tv e i partecipanti.

E tu? Lascia un tuo post-tv!

 

 

I post-tv di sabato 11 ottobre.

 

Come fare a distribuire i contenuti sul cellulare?

Evitiamo luoghi comuni e banalità, sfruttiamo questa libertà in un momento di repressione.

Pensate a come sono nate le prime radio. C6.

L’attenzione ai linguaggi viene meno perché forse spesso l’attenzione è più rivolta alla coesione di un gruppo esistente (alla comunicazione interna) piuttosto che al coinvolgimento di utenti esterni.

Le esperienze di web tv nascono da esigenze di identità comunitarie, territoriali, di condivisione di realtà. Rispondono ad un bisogno di narrazione. All’inizio il linguaggio di cui si servono è modellato su quello tradizionale della tv generalista. Contemporaneamente il mezzo utilizzato offre nuove possibilità che non sono adeguatamente sfruttate. Lentamente si fissano nuovi codici, nuovi parametri estetici, che solo molto più tardi diventano stili. E influenzano e contribuiscono a modificare i linguaggi tradizionali.

La ricchezza di queste esperienze è ricchezza sociale spendibile nella ricostruzione dei tessuti territoriali. Non si può trasformare in ricchezza economica, che è di segno opposto.

Potrebbe essere utile che la community web tv si orienti all’open source. Oltre alla creazione di linguaggi comuni, serve un vero network di collaborazione per lo sviluppo e la condivisione di tecnologie sempre più aggiornate. Bruno Pellegrini.

Codec tv sfrutta link interni ed esterni per associare schede su autori dei filmati, eventi, agenda, rassegne dei portali del network.

La vera questione sono le RISORSE UMANE e la capacità di radicarsi sul territorio. Dialoghi o soliloqui? Si rischia molto di chiudersi in se stessi.

Nel consumo avviene il mutamento. Trattasi di web tv che aggiungono relazioni al consumo televisivo tradizionale (spesso mi sembrano immagini del territorio più che relazioni territoriali).

La web tv ha a che vedere con consumi fortemente vocazionali. C’è qualche web tv che produce vocazioni? Trasforma vocazioni?

Monti tv è anche una produzione esterna di Roma Uno che non ci paga… ma non ci fa pagare!

Non cerchiamo giustificazione del perché NON riusciamo! Spendiamo il tempo per cercare il valore delle nostre potenzialità!! Creiamoci un’identità!!

La Taranta ritrattata, rimodernizzata, mondanizzata è un suggerimento innovativo che l’intrattenimento musicale post-folcloristico può dare al linguaggio delle web tv? Alberto Abruzzese

Monti tv è una testata giornalistica dal 2005, ma non fatturiamo.

Evitare l’attrazione totale (e mortale) con la tv “classica”!

La messa è un evento (avvento), la web tv riprende un evento o vuole produrlo nell’ascolto delle persone?

Sfida: leggere e interpretare le peculiarità del linguaggio di Internet e web tv per staccarsi dal modello classico televisivo superandone i limiti. Riccardo Pasini.

Micro-tv come espressione di qualsiasi micro-cultura, micro.esperienza. Il leviatano televisivo ha dato un occhio a ciascuna delle teste che compongono il suo immane ventre. Alberto Abruzzese.

Il panorama delle web tv italiane è come l’Italia dei comuni del 1300. Diversificazione, ricchezza di contenuti, spunti e vette artistiche. Speriamo non arrivino i Borboni o i Francesi :)

fare tv è lo strumento di sviluppo di capacità critiche capaci di neutralizzare le frequenze morfiniche della tv generalista.

Giovanni Paolo tv è un’emittente supportata da ADSL, Associazione Diffusione Locale che funge da soggetto giuridico della tv.

Come fate con diritti musiche? Possibile un tavolo di trattativa comune con SIAE?

Video on demand? Qualcuno fa dirette? Può essere conveniente inserirle? Come fare? Fuori tv.

Per promuovere la vostra web tv fate scambi merce, pubblicate banner, news, video curriculum. In cambio pubblicazione pagina pubblicitaria.

Dividere le categorie di web tv.

Non sono d’accordo con teoria professore. La tv generalista Rai degli anni ’50 e ’60 è servita ad aggregare culturalmente una nazione. No però a recuperare territorio marginale ma Roma centrico, fatto dalle grandi città.

Il linguaggio non è necessariamente lo stesso tra tv generalista e web tv. Anzi, è la tv che oggi “prende in prestito” dal web.

Piccole narrazioni che diventano grandi narrazioni. Giampaolo Colletti

Promozione del territorio

CONTENUTI. Che male c’è se si prende, si copia, si ruba il linguaggio mainstream e si riempie la propria web tv di contenuti? + blog + community + interattività = potenziale delle web tv!

Il pubblico sa essere onnivoro? Ha i mezzi culturali ed economici per scegliere contenuti differenziati nel grande rumore di fondo generato da Internet?

Crossing tv Bologna. Costo annuale 300 euro e ricicliamo le cassette!!

Domanda: bisogna per forza essere strettamente territoriali per avere accessi?

Mantova tv costa 75 euro all’anno per lo spazio web, 50 euro all’anno per il dominio. Poi unici costi sono la benzina per spostarsi in provincia e le videocassette digitali riusate decine di volte. Telecamera e pc gia’ a disposizione, non c’è piattaforma dedicata e il progetto di partenza è costato 120 euro.

COMMUNITY IS POWER. Il valore della relazione, della condivisione, dello scambio sono i veri punti di forza distintivi di queste esperienze locali. Il coinvolgimento del territorio nella produzione e nei progetti è perciò un fattore critico per lo sviluppo e il successo.

FORTE LEGAME COL TERRITORIO. Ma quanto gli abitanti si affidano alle web tv per l’informazione?

Video di nicchia.

Le web tv quanto utilizzano le pratiche di web marketing per ottenere visibilità?

Grazie e complimenti a chi ci ha riuniti tutti insieme per la prima volta sotto lo stesso tetto. Un piccolo inizio per qualcosa che sarà grande. L’unione permetterà ilo “sorpasso”

Articolo 21 della Costituzione. Enpals. Diritti di sincronizzazione e primo abbinamento. Partita IVA. Ritenute d’acconto. Liberatorie. Registrazione al tribunale.

C’è tanta PASSIONE in questi progetti. Un augurio per tutti noi – pionieri delle web tv – affinché prima o poi possiamo trovare la giusta soddisfazione per l’impegno. Mantova tv.

Perché non mettere sulla nostre web tv tutti i link delle web tv intervenute all’incontro?

Perché le televisioni web non riescono a creare una struttura agile che le assista per Siae e Creative commons per la musica? Wikipedia.

TV e web accomunate dal concetto di aggregazione. Aggregazione di massa (quasi fisica) = tv (i bar ai tempi di Lascia e Raddoppia). Web aggregazione di comunità di appartenenza territoriale. Riccardo Pasini.

Qualità del video. Perchè non provare a girare, montare, produrre meglio della tv normale?

Qualcuno ha pensato di produrre webspot per le aziende locali?

Problema di cultura e competenza. Piattaforme spesso inadeguate.

Richiesta agli esperti e operatori della tv generalista. Non pretendete di dire a chi sperimenta, ricerca, rischia, migliora sbagliando come e cosa deve fare. Non pretendete di dire cosa sono la fantasia e la creatività. Liberi da ogni guida.

Una web tv in tutti i municipi di Roma? Al comune non interessa. Monti tv.

70 accessi al giorno, punte di 400, spesa sui 400 euro, incassi zero, anzi rimessa.

Web tv, 300mila accessi al giorno. Web audio, 15-55mila accessi al giorno. Spesa, 29mila (produzione e post produzione), guadagno 41mila. Trackandfieldchannel.tv

 

 

 

I post-tv di venerdì 10 ottobre.

Cosa mi ha più colpito di “Paese che vai”: basta con “due coperture e poi a casa”, le martellate negate alle iene, il vetturino che cura più il cavallo della moglie perché il cavallo fa guadagnare e la moglie fa spendere.

Condividiamo i video, ampliamo i confini dei nostri palinsesti e format con i contributi delle altre web tv. E’ facile, può accrescere i contatti e la visibilità di tutti noi. Salento Web tv.

Web tv chi finanzia?

Copyright?

Monti tv accessi 25-30 con picchi di 150 al giorno. Spese 1000-1500 all’anno. Guadagni? Quali?

E la web diretta? Pn Pox

Mettiamoci in Rete.

Soldi?

Siti internet con video e web tv. C’è differenza o no?

Che veste giuridica avete? Come incassate gli introiti pubblicitari?

E’ possibile uniformare le liberatorie?

Ti do un po’ di banda e andiamo insieme in diretta.

Occorrono più articoli e servizi di testate nazionali sulle nostre esperienze. Teleosservanza.

Accessi medi al mese: 616.782. Pn Box.

150Mila utenti unici. Archiworld tv.

La tv sul web deve trovare una propria estetica. Fuori tv.

Usiamo tutti la musica Creative Commons!!!

Web tv locali e promozione del territorio. Web tv per far ritrovare i cittadini in web. Ma quanto è utile la web tv per far conoscere il territorio?

Aquila tv. Accessi in media: 2.500 al giorno. Totale spese in due anni di vita: 2mila euro. Ricavi: 10mila euro sempre in due anni.

Gametribes tv: 154mila utenti unici al giorno. Investimento: 65-70mila euro all’anno.

Ma come si fa? P2p o Unicast?

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