
Giampaolo Colletti e Carlo Freccero al meeting delle micro web tv italiane. Sullo sfondo i "Teletopi"
«La conclusione è molto semplice, è emersa l’idea che le micro web tv hanno preso il posto delle tv locali. Infatti ci sono persone molto competenti, molto strutturate e con obiettivi molto chiari. Io personalmente sono un pò deluso. Infatti stavo pensando di partecipare all’associazione delle micro web tv nel senso che pensavo che la web tv fosse più personale, culturale, artistica, con performances d’avanguardia. Invece mi sembra di capire che non è così.
Un consiglio fraterno, quello di raccontare non solamente il territorio, che mi sembra una cosa veramente anacronistica: il net è il luogo dell’immateriale per eccellenza, perciò non mi devo limitare solamente a raccontare quello che accade sul territorio. Rischiate, e ve lo dico col cuore in mano, di non riuscire a immaginare il futuro delle web tv. Chi fa questo lavoro ha sempre il problema di continuare ad esistere, avere un futuro e se si limiterà a questa lettura diaristica giornalistica quotidiana del territorio senza che diventi un momento d’autore, rischia di scomparire. Può sembrare una visione pessimistica, ma è vera, non so quanto sia utile fare una sorta di telestreet. Si può fare il territorio occupandosi anche del mondo intero. Qui è una cosa emersa in modo forte, cioè che le micro web tv raccontano il loro territorio e questa – a mio avviso – è una cosa limitativa. Non esistono solo questi modelli, ma ne esistono altri. Occorrono pathos e racconto. È chiaro che chi ha i mezzi riesce a fare delle narrazioni straordinarie, ma si possono raccontare cose molto forti con una piccola telecamera, e questo secondo me è il percorso più interessante.
Da una parte ci deve essere un racconto, che può essere fatto in mille modi, bisogna sempre ricercare qualcosa. Secondo me potrebbero nascere delle cose straordinarie, racconti che possono sostituire i romanzi. Da un’altra parte mi fa paura il locale, quindi vi chiedo di trattare un locale non diaristico ma che dia qualcosa di universale, un messaggio. In ogni caso, se non c’è racconto non c’è un cavolo». Carlo Freccero, neo-Presidente onorario della Femi, Federazione delle micro web tv italiane.
