«Io lavoro per una tv generalista e questo è il secondo anno che partecipo a questo evento… e devo essere sincero, mi piace moltissimo. Vorrei iniziare con questa frase: “La tv generalista ha bisogno delle tv locali”. No. Bisogna che troviate dei modelli totalmente alternativi alle tv generaliste, perchè voi siete delle forme di tv così nuove e così avanti che noi in quanto tv generalista non riusciamo a raggiungere sotto vari punti di vista, ad esempio per il contatto diretto con il territorio, oppure per la capacità di scoprire nuove fonti di finanziamento alternativo.
Poi c’è la passione che è un’altra forza che potete sfruttare e un altro elemento che vi invidio moltissimo, ovvero l’indipendenza, la libertà, che vuol dire poter osare, finalmente pensare a contenuti totalmente nuovi che a noi della tv generalista neanche vengono in mente. Quindi l’invito è mai, mai scimmiottare la tv generalista, è l’errore più grande in cui possiate cadere».
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Fiacco (MTV) alle micro web tv: «Mai scimmiottare la tv generalista, voi siete altro».
December 8, 2009
Stefano Pileri (Confindustria) scrive ai micro-canali digitali: «Le micro web tv sono un’opportunità di legame col territorio e un impulso contro la piaga del digital divide»
December 4, 2009Nel nostro meeting del 27 novembre non è riuscito a prendere parte Stefano Pileri, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici. Ha inviato a tutte le micro web tv una lettera, che testimonia l’attenzione di Confindustria sui temi di cittadinanza attiva e al tempo stesso l’impegno per diminuire la piaga del digital divide, che tuttoggi affligge il nostro Paese.
«Nel ringraziare per l’invito rivolto alla Federazione per il Terzo Meeting delle Micro Web italiane, scusandomi per avere dovuto rinunciare ad intervenire personalmente all’evento a causa di alcuni imprevisti che mi hanno trattenuto a Roma, vorrei innanzitutto augurare buon lavoro ai partecipanti e fare i migliori auspici per l’insediamento della nascitura associazione federativa delle Micro Web TV italiane.
L’iniziativa si pone nel contesto evolutivo della diffusione delle tecnologie e dei servizi digitali nel nostro Paese che, come noto, è ancora indietro rispetto alla realtà europea.
Citerei solo tre dati significativi che confermano questa mia affermazione e che ci servono come stimolo a rafforzare tutte le iniziative per ridurre il digital divide: 52% sono le famiglie con PC, il 46% accedono ad internet e il 39% fa uso di banda larga. Le Micro Web TV rappresentano, secondo Confindustria, un’opportunità per contribuire alla crescita tecnologica del nostro Paese, perché costituiscono uno strumento innovativo di comunicazione, anche interattiva, che, attraverso la Rete Internet, crea un nuovo link tra il digitale e il territorio. Inoltre per la loro natura di prodotto audiovisivo, potranno dare anche maggiore impulso alla diffusione della banda larga in Italia che, come risulta dal dato citato in precedenza, è un altro punto di ritardo al quale dobbiamo porre rimedio.
L’esigenza di un più ampio coinvolgimento e di una partecipazione alla vita della società è particolarmente sentita dai cittadini e dalle imprese e le nuove tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione forniscono nuovi strumenti e nuove opportunità per dare spazio a questa esigenza che nasce “dal basso”.
“Dal basso”, quindi, possono venire iniziative e soluzioni che, proprio perché nascenti dal territorio, sono in grado di interpretarne gli stimoli e le esigenze.
È in questa raffigurazione che mi sembra possa essere inserito il fenomeno emergente delle Micro Web TV ed è dalla cittadinanza attiva che potrà arrivare un ulteriore contributo alla conoscenza e allo sviluppo tecnologico del nostro Paese. Rinnovo pertanto i miei più sentiti auguri a tutti voi, certo di un ampio e rapido successo del comparto a cui si riferisce l’iniziativa che potrebbe in un prossimo futuro avere anche una sua rappresentanza nel mondo confindustriale». Stefano Pileri

Se non c’è un racconto non c’è un cavolo. Intervento di Carlo Freccero al meeting delle micro web tv italiane
November 29, 2009
Giampaolo Colletti e Carlo Freccero al meeting delle micro web tv italiane. Sullo sfondo i "Teletopi"
«La conclusione è molto semplice, è emersa l’idea che le micro web tv hanno preso il posto delle tv locali. Infatti ci sono persone molto competenti, molto strutturate e con obiettivi molto chiari. Io personalmente sono un pò deluso. Infatti stavo pensando di partecipare all’associazione delle micro web tv nel senso che pensavo che la web tv fosse più personale, culturale, artistica, con performances d’avanguardia. Invece mi sembra di capire che non è così.
Un consiglio fraterno, quello di raccontare non solamente il territorio, che mi sembra una cosa veramente anacronistica: il net è il luogo dell’immateriale per eccellenza, perciò non mi devo limitare solamente a raccontare quello che accade sul territorio. Rischiate, e ve lo dico col cuore in mano, di non riuscire a immaginare il futuro delle web tv. Chi fa questo lavoro ha sempre il problema di continuare ad esistere, avere un futuro e se si limiterà a questa lettura diaristica giornalistica quotidiana del territorio senza che diventi un momento d’autore, rischia di scomparire. Può sembrare una visione pessimistica, ma è vera, non so quanto sia utile fare una sorta di telestreet. Si può fare il territorio occupandosi anche del mondo intero. Qui è una cosa emersa in modo forte, cioè che le micro web tv raccontano il loro territorio e questa – a mio avviso – è una cosa limitativa. Non esistono solo questi modelli, ma ne esistono altri. Occorrono pathos e racconto. È chiaro che chi ha i mezzi riesce a fare delle narrazioni straordinarie, ma si possono raccontare cose molto forti con una piccola telecamera, e questo secondo me è il percorso più interessante.
Da una parte ci deve essere un racconto, che può essere fatto in mille modi, bisogna sempre ricercare qualcosa. Secondo me potrebbero nascere delle cose straordinarie, racconti che possono sostituire i romanzi. Da un’altra parte mi fa paura il locale, quindi vi chiedo di trattare un locale non diaristico ma che dia qualcosa di universale, un messaggio. In ogni caso, se non c’è racconto non c’è un cavolo». Carlo Freccero, neo-Presidente onorario della Femi, Federazione delle micro web tv italiane.

Ecco tutti i post-tv, i post-it delle micro web tv!
October 26, 2008Al meeting sono nati i post-tv, i post-it sul futuro della tv, che passa anche (e soprattutto) per queste micro-esperienze televisive.
Infatti durante la due giorni milanese abbiamo distribuito al pubblico, alle micro web tv protagoniste e agli addetti ai lavori presenti in sala post-tv sui quali indicare pensieri, domande, riflessioni. Tutte idee in movimento messe nero su bianco per dare voce alla pancia delle web tv. Abbiamo poi letto alcuni dei post-tv, utili per gli spunti delle giornate. In brevi messaggi ecco la memoria storica del meeting. Ecco cosa hanno pensato e scritto le web tv e i partecipanti.
E tu? Lascia un tuo post-tv!
I post-tv di sabato 11 ottobre.
Come fare a distribuire i contenuti sul cellulare?
Evitiamo luoghi comuni e banalità, sfruttiamo questa libertà in un momento di repressione.
Pensate a come sono nate le prime radio. C6.
L’attenzione ai linguaggi viene meno perché forse spesso l’attenzione è più rivolta alla coesione di un gruppo esistente (alla comunicazione interna) piuttosto che al coinvolgimento di utenti esterni.
Le esperienze di web tv nascono da esigenze di identità comunitarie, territoriali, di condivisione di realtà. Rispondono ad un bisogno di narrazione. All’inizio il linguaggio di cui si servono è modellato su quello tradizionale della tv generalista. Contemporaneamente il mezzo utilizzato offre nuove possibilità che non sono adeguatamente sfruttate. Lentamente si fissano nuovi codici, nuovi parametri estetici, che solo molto più tardi diventano stili. E influenzano e contribuiscono a modificare i linguaggi tradizionali.
La ricchezza di queste esperienze è ricchezza sociale spendibile nella ricostruzione dei tessuti territoriali. Non si può trasformare in ricchezza economica, che è di segno opposto.
Potrebbe essere utile che la community web tv si orienti all’open source. Oltre alla creazione di linguaggi comuni, serve un vero network di collaborazione per lo sviluppo e la condivisione di tecnologie sempre più aggiornate. Bruno Pellegrini.
Codec tv sfrutta link interni ed esterni per associare schede su autori dei filmati, eventi, agenda, rassegne dei portali del network.
La vera questione sono le RISORSE UMANE e la capacità di radicarsi sul territorio. Dialoghi o soliloqui? Si rischia molto di chiudersi in se stessi.
Nel consumo avviene il mutamento. Trattasi di web tv che aggiungono relazioni al consumo televisivo tradizionale (spesso mi sembrano immagini del territorio più che relazioni territoriali).
La web tv ha a che vedere con consumi fortemente vocazionali. C’è qualche web tv che produce vocazioni? Trasforma vocazioni?
Monti tv è anche una produzione esterna di Roma Uno che non ci paga… ma non ci fa pagare!
Non cerchiamo giustificazione del perché NON riusciamo! Spendiamo il tempo per cercare il valore delle nostre potenzialità!! Creiamoci un’identità!!
La Taranta ritrattata, rimodernizzata, mondanizzata è un suggerimento innovativo che l’intrattenimento musicale post-folcloristico può dare al linguaggio delle web tv? Alberto Abruzzese
Monti tv è una testata giornalistica dal 2005, ma non fatturiamo.
Evitare l’attrazione totale (e mortale) con la tv “classica”!
La messa è un evento (avvento), la web tv riprende un evento o vuole produrlo nell’ascolto delle persone?
Sfida: leggere e interpretare le peculiarità del linguaggio di Internet e web tv per staccarsi dal modello classico televisivo superandone i limiti. Riccardo Pasini.
Micro-tv come espressione di qualsiasi micro-cultura, micro.esperienza. Il leviatano televisivo ha dato un occhio a ciascuna delle teste che compongono il suo immane ventre. Alberto Abruzzese.
Il panorama delle web tv italiane è come l’Italia dei comuni del 1300. Diversificazione, ricchezza di contenuti, spunti e vette artistiche. Speriamo non arrivino i Borboni o i Francesi
fare tv è lo strumento di sviluppo di capacità critiche capaci di neutralizzare le frequenze morfiniche della tv generalista.
Giovanni Paolo tv è un’emittente supportata da ADSL, Associazione Diffusione Locale che funge da soggetto giuridico della tv.
Come fate con diritti musiche? Possibile un tavolo di trattativa comune con SIAE?
Video on demand? Qualcuno fa dirette? Può essere conveniente inserirle? Come fare? Fuori tv.
Per promuovere la vostra web tv fate scambi merce, pubblicate banner, news, video curriculum. In cambio pubblicazione pagina pubblicitaria.
Dividere le categorie di web tv.
Non sono d’accordo con teoria professore. La tv generalista Rai degli anni ’50 e ’60 è servita ad aggregare culturalmente una nazione. No però a recuperare territorio marginale ma Roma centrico, fatto dalle grandi città.
Il linguaggio non è necessariamente lo stesso tra tv generalista e web tv. Anzi, è la tv che oggi “prende in prestito” dal web.
Piccole narrazioni che diventano grandi narrazioni. Giampaolo Colletti
Promozione del territorio
CONTENUTI. Che male c’è se si prende, si copia, si ruba il linguaggio mainstream e si riempie la propria web tv di contenuti? + blog + community + interattività = potenziale delle web tv!
Il pubblico sa essere onnivoro? Ha i mezzi culturali ed economici per scegliere contenuti differenziati nel grande rumore di fondo generato da Internet?
Crossing tv Bologna. Costo annuale 300 euro e ricicliamo le cassette!!
Domanda: bisogna per forza essere strettamente territoriali per avere accessi?
Mantova tv costa 75 euro all’anno per lo spazio web, 50 euro all’anno per il dominio. Poi unici costi sono la benzina per spostarsi in provincia e le videocassette digitali riusate decine di volte. Telecamera e pc gia’ a disposizione, non c’è piattaforma dedicata e il progetto di partenza è costato 120 euro.
COMMUNITY IS POWER. Il valore della relazione, della condivisione, dello scambio sono i veri punti di forza distintivi di queste esperienze locali. Il coinvolgimento del territorio nella produzione e nei progetti è perciò un fattore critico per lo sviluppo e il successo.
FORTE LEGAME COL TERRITORIO. Ma quanto gli abitanti si affidano alle web tv per l’informazione?
Video di nicchia.
Le web tv quanto utilizzano le pratiche di web marketing per ottenere visibilità?
Grazie e complimenti a chi ci ha riuniti tutti insieme per la prima volta sotto lo stesso tetto. Un piccolo inizio per qualcosa che sarà grande. L’unione permetterà ilo “sorpasso”
Articolo 21 della Costituzione. Enpals. Diritti di sincronizzazione e primo abbinamento. Partita IVA. Ritenute d’acconto. Liberatorie. Registrazione al tribunale.
C’è tanta PASSIONE in questi progetti. Un augurio per tutti noi – pionieri delle web tv – affinché prima o poi possiamo trovare la giusta soddisfazione per l’impegno. Mantova tv.
Perché non mettere sulla nostre web tv tutti i link delle web tv intervenute all’incontro?
Perché le televisioni web non riescono a creare una struttura agile che le assista per Siae e Creative commons per la musica? Wikipedia.
TV e web accomunate dal concetto di aggregazione. Aggregazione di massa (quasi fisica) = tv (i bar ai tempi di Lascia e Raddoppia). Web aggregazione di comunità di appartenenza territoriale. Riccardo Pasini.
Qualità del video. Perchè non provare a girare, montare, produrre meglio della tv normale?
Qualcuno ha pensato di produrre webspot per le aziende locali?
Problema di cultura e competenza. Piattaforme spesso inadeguate.
Richiesta agli esperti e operatori della tv generalista. Non pretendete di dire a chi sperimenta, ricerca, rischia, migliora sbagliando come e cosa deve fare. Non pretendete di dire cosa sono la fantasia e la creatività. Liberi da ogni guida.
Una web tv in tutti i municipi di Roma? Al comune non interessa. Monti tv.
70 accessi al giorno, punte di 400, spesa sui 400 euro, incassi zero, anzi rimessa.
Web tv, 300mila accessi al giorno. Web audio, 15-55mila accessi al giorno. Spesa, 29mila (produzione e post produzione), guadagno 41mila. Trackandfieldchannel.tv
I post-tv di venerdì 10 ottobre.
Cosa mi ha più colpito di “Paese che vai”: basta con “due coperture e poi a casa”, le martellate negate alle iene, il vetturino che cura più il cavallo della moglie perché il cavallo fa guadagnare e la moglie fa spendere.
Condividiamo i video, ampliamo i confini dei nostri palinsesti e format con i contributi delle altre web tv. E’ facile, può accrescere i contatti e la visibilità di tutti noi. Salento Web tv.
Web tv chi finanzia?
Copyright?
Monti tv accessi 25-30 con picchi di 150 al giorno. Spese 1000-1500 all’anno. Guadagni? Quali?
E la web diretta? Pn Pox
Mettiamoci in Rete.
Soldi?
Siti internet con video e web tv. C’è differenza o no?
Che veste giuridica avete? Come incassate gli introiti pubblicitari?
E’ possibile uniformare le liberatorie?
Ti do un po’ di banda e andiamo insieme in diretta.
Occorrono più articoli e servizi di testate nazionali sulle nostre esperienze. Teleosservanza.
Accessi medi al mese: 616.782. Pn Box.
150Mila utenti unici. Archiworld tv.
La tv sul web deve trovare una propria estetica. Fuori tv.
Usiamo tutti la musica Creative Commons!!!
Web tv locali e promozione del territorio. Web tv per far ritrovare i cittadini in web. Ma quanto è utile la web tv per far conoscere il territorio?
Aquila tv. Accessi in media: 2.500 al giorno. Totale spese in due anni di vita: 2mila euro. Ricavi: 10mila euro sempre in due anni.
Gametribes tv: 154mila utenti unici al giorno. Investimento: 65-70mila euro all’anno.
Ma come si fa? P2p o Unicast?

